Le conseguenze di ogni evento traumatico-calamitoso sono di natura collettiva e abbracciano diversi ambiti, da quello sociale a quello emotivo, ma le pesanti ricadute di tipo economico piombano in particolare, e più di altre, sulla testa di alcune categorie specifiche. Distributori all’ingrosso, titolari di esercizi pubblici, bar e ristoranti, attività commerciali in genere, si trovano così ad affrontare una situazione di emergenza nell’emergenza in una dicotomia di preoccupazioni distinte: quella sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus e quella economica dovuta alla chiusura improvvisa delle attività, tra perdite economiche dirette e indirette.

"Finalmente arrivano misure più restrittive da parte del Governo per fronteggiare l'epidemia. Lo avevamo detto giorni fa, chiudere tutte le attività non indispensabili, compreso enti pubblici, uffici pubblici, aziende non coinvolte nei servizi essenziali al cittadino, ma aggiungiamo anche trasporto pubblico, tabaccai, Poste e militarizzare il Paese. Non siamo pronti, né abituati, ma in questo momento è necessario. Solo così ne usciremo, vedasi l'esempio di Cina e Corea del Sud". È quanto dichiara il vice coordinatore regionale di FI, nonché presidente del gruppo azzurro in provincia e commissario della XV Comunità Montana di Arce Gianluca Quadrini, secondo cui bisogna fare ancora un ulteriore sforzo.

"Bene le misure varate dal Governo a sostegno delle imprese agricole, ma occorre fare di più. E soprattutto subito. Oltre allo stop ai mutui, prestiti e finanziamenti è necessario tutelare maggiormente tutti i lavoratori del comparto, siano essi dipendenti, autonomi, atipici o stagionali, in quanto essi pur tra tante difficoltà, continuano a lavorare per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini."


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