Mentre il nostro territorio brucia, tutte le storture e i ritardi della riforma Madia vengono a galla: non riguardano soltanto gli elicotteri dell’antincendio boschivo costretti a restare a terra, che già è paradossale. A distanza di 7 mesi dalla sua entrata in vigore, la ‘rivoluzione’ voluta dalla ministra della Pubblica amministrazione si rivela un sostanziale flop. Causato, secondo il Presidente della XV Comunità montana di Arce e consigliere provinciale capogruppo di Forza Italia l’ing.Gianluca Quadrini soprattutto, dalla soppressione del Corpo Forestale dello Stato.

“Prendiamo atto di quanto comunicato circa la problematica nel reparto di Dialisi e Nefrologia i cui pazienti non sono stati più trasferiti in altro nosocomio. Un rischio scampato che fortunatamente non ha registrato danni a persone ma che richiede di capire alla radice cosa potenzialmente poteva accadere. Conosco perfettamente per motivi personali la situazione in cui versa il reparto di Dialisi e Nefrologia i cui disservizi sono più che evidenti. In primis la mancanza posti letto che costringe spesso i dializzati al trasferimento verso altre strutture quali Frosinone o Avezzano.

Un vasto incendio ha colpito nel primo pomeriggio di ieri la zona boschiva che circonda Rocca D’Arce, a causa di un rogo divampato a confine con Arce. Le folate di vento hanno fatto propagare l'incendio sin al centro abitato di Rocca d’Arce dove le fiamme si sono avvicinate fino a due metri dalle case causando ingenti danni alle stesse, comprese i tavoli di un ristorante nella piazza del Paese. Tempestivo a tal proposito l’intervento dei mezzi di soccorso sollecitati dal presidente della XV Comunità montana Gianluca Quadrini, dall’assessore montano Sergio Di Folco e dal sindaco di Rocca D’Arce Rocco Pantanella che li hanno accompagnati direttamente sul posto riuscendo così a domare le fiamme.

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